Sull’etichetta dei prodotti biologici non è possibile scrivere “senza OGM” o “OGM free” perché tale caratteristica è già definita per legge nel termine “agricoltura biologica” (è lo stesso principio per cui non si può scrivere “senza conservanti” in un prodotto dove il loro uso non è necessario o, addirittura, vietato per legge).
Le norme che regolano a livello europeo e mondiale la commercializzazione dei prodotti biologici, infatti, vietano l’impiego di OGM e loro derivati nel corso dell’intero ciclo produttivo, dalla produzione agricola fino ai laboratori di trasformazione degli alimenti.
Il biologico rifiuta gli OGM non solo per una questione di sicurezza alimentare, richiamandosi ad un opportuno principio di precauzione, ma anche per evitare la standardizzazione e la perdita di identità dei prodotti e tutelare la biodiversità dell’intero ecosistema.
Non è vero come molti sostengono che solo grazie all’uso degli OGM è possibile ridurre l’impiego degli antiparassitari in agricoltura: il metodo biologico, dopo anni di esperienza, si è dimostrato assolutamente efficace per garantire un prodotto sano senza l’uso di fitofarmaci o di altri prodotti di sintesi. E per garantire, grazie al controllo e certificazione, un prodotto “più sicuro” perché senza OGM.
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