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Burro o margarina?
Le comuni margarine proposte dalle grandi aziende alimentari sono
generalmente prodotte a partire da oli o grassi vegetali raffinati,
ottenuti cioè facendo ricorso ad alte temperature e a solventi
chimici. Gli oli così ottenuti vengono poi in parte sottoposti
a un processo di idrogenazione, che serve a renderli più
densi e pastosi anche a temperatura ambiente. Gli oli idrogenati
sono ricchi di grassi saturi simili a quelli che abbondano nei grassi
di origine animale, e contengono anche un particolare tipo di acidi
grassi, i cosiddetti trans, accusati di favorire squilibri cardiovascolari
ed epatici.
Per ottenere un prodotto appetibile (gli oli raffinati e poi idrogenati
non hanno un buon sapore né una consistenza gradevole) è
necessario poi aggiungere acqua, emulsionanti, derivati del latte,
coloranti e aromi; non mancano neanche i conservanti, aggiunti per
ritardare l'irrancidimento di un prodotto che, per sua natura, è
privo di antiossidanti naturali come la vitamina E di cui invece
sono ricchi gli oli vegetali spremuti a freddo.
In pratica la comune margarina presenta sia gli svantaggi degli
oli vegetali raffinati che quelli dei grassi saturi, oltre a essere
un alimento particolarmente "artificiale".
Il discorso cambia invece per le margarine biologiche non idrogenate.
In queste l'ingrediente principale è l'olio spremuto a freddo
(generalmente di girasole), e la cremosità è ottenuta
emulsionandolo con lecitina e acqua e con l'aggiunta di piccole
quantità di grassi naturalmente densi, come quelli di cocco
e di palma; i grassi saturi presenti in questi ultimi sono ampiamente
bilanciati dai grassi polinsaturi di cui è ricco l'olio di
girasole, quindi si tratta di un prodotto decisamente più
equilibrato.
E il burro? Ha lo svantaggio di essere ricco di grassi saturi,
ma non contiene i pericolosi trans ed è un'ottima fonte della
preziosa vitamina A. Naturalmente deve essere consumato con moderazione,
in piccole quantità e preferibilmente a crudo (comunque mai
fritto, altrimenti può affaticare il fegato). Per fare una
torta casalinga, quindi, molto meglio del buon burro fresco piuttosto
che un olio raffinato o una margarina convenzionale; via libera,
ogni tanto, anche alla classica fetta di pane imburrato. Un ultimo
consiglio: scegliete burro biologico, perché è proprio
negli alimenti di origine animale ricchi di grassi che possono accumularsi
le maggiori quantità di residui "indesiderati".
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Chapati (pane piatto semplice)
(tratta dal ricettario Cucina
indiana)
Ingredienti: 250 g di farina semintegrale di grano tenero,
1 bicchiere colmo di acqua tiepida, ½ cucchiaino di sale,
2 o 3 cucchiai di burro fuso, farina per stendere l'impasto, 1 cucchiaio
di olio di sesamo o di arachidi.
Mescolare la farina con il sale, aggiungere l'acqua poco per volta
mescolando e impastando fino a formare un impasto soffice ed elastico.
Impastare energicamente per 5 minuti, formare una palla, coprire
con un panno umido e lasciar riposare per un'ora.
Dividere l'impasto in 8 palle uguali. Stendere una palla con il
matterello, formando un disco spesso circa 3 mm. Scaldare il tawa
oppure una piastra per piadine, o alla peggio una padella antiaderente
con fondo spesso. Quando è calda versarvi poche gocce d'olio
e strofinarla usando un pezzo di carta da cucina ripegato, asciugando
così quasi tutto l'olio. Scuotere dal disco di pasta tutta
la farina in eccesso, mettere il disco sulla piastra e farlo cuocere
finchè non si formeranno delle bolle, quindi capovolgerlo;
attendere pochi secondi e capovolgerlo di nuovo. Mentre il disco
cuoce, schiacciarlo delicatamente e ripetutamente con un tovagliolo
ripiegato, facendolo al contempo ruotare continuamente su se stesso.
Questa operazione serve a farlo gonfiare come un palloncino; attenzione
a non romperlo, perché il vapore potrebbe scottarvi la mano.
Continuare la cottura per circa 2 minuti, fino a che il lato a contatto
con la piastra sarà coperto di bolle rossicce. Capovolgere
nuovamente il disco; quando anche il secondo lato sarà abbrustolito
ungere il disco da entrambi i lati con burro fuso, metterlo su un
piatto e coprirlo con una scodella rovesciata.
Preparare allo stesso modo gli altri dischi, impilandoli poi sul
piatto e coprendoli per mantenerli in caldo.
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